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Ansia, l’alleata inaspettata

2022-04-19 10:16

Luigi Poto

Blog,

Ansia, l’alleata inaspettata

L'intelligenza Emotiva può aiutarci a trasformare l'ansia in un'alleata inaspettata.

Impara a conoscerla e governarla usando l'Intelligenza Emotiva.

 

L’ ansia

Vivere con livelli di ansia costantemente elevati può avere il suo costo, influendo sulla capacità di dormire la notte, di concentrarsi sul lavoro, di rallentare a sufficienza per potersi rilassare e di fare scelte lucide e sostenibili. A volte l’ansia diventa così pressante che proviamo di tutto per evitare di innescarla.

Gli ultimi anni ci hanno presentato ulteriori sfide emotive: nei momenti di crisi è come se  il nostro cervello fosse costantemente in uno stato di allerta. Senza rendercene conto, raccogliamo segnali che ci dicono se stiamo correndo un rischio o meno. Il nostro cervello, quindi, adotta una modalità di attivazione e un senso di prontezza che genera ansia e stress. Un processo involontario e ineliminabile che ha origine in un’area del cervello antica e primordiale e che garantisce una risposta comportamentale a quei pericoli che si presentano, giorno per giorno, per garantire la nostra sopravvivenza. 

 E se, grazie all’Intelligenza Emotiva, l’ansia potesse invece aiutarci diventando nostra alleata fedele?

 

Due facce della stessa medaglia: i lati positivi e negativi dell’ansia

Senso di vuoto. Immagini, ricordi e pensieri negativi. Tensione. Vertigini. Palpitazioni. Nausea. Senso crescente di allarme e pericolo. Ma anche attivazione, attenzione, prudenza, l’ansia ci dice di guidare piano quando piove o proteggerci da un pericolo imminente. È necessaria proprio perché l’assenza o un basso livello di ansia ci fa ignorare le possibili minacce che ci circondano.

Quando si proviamo ansia, l'amigdala, organo a forma di fagiolo che presidia alcuni processi emotivi legati, ad esempio, alla paura, invia un segnale all'ipotalamo che è il centro di comando del cervello e ci dice di attaccare, fuggire o rimanere immobili. Questa risposta è comunemente nota come “Fight, Flight, Freeze”.

Alla nostra mente piace la prevedibilità e se da un lato l’ansia può anticipare possibili problemi o minacce rapidamente, portando a risoluzioni tempestive e, spesso, salvifiche, dall’altro la troppa ansia può diventare problematica quando costringe a vivere in costante sofferenza e vigilanza, vedendo tutto come un possibile pericolo. L’ansia, a volte, perde il contatto con la realtà.

Rifletti per un minuto e identifica tre fattori di ansia che stai attualmente vivendo, che siano specifici e basati sui fatti. 

Quanto è stato facile per te farlo?

Non sempre è così facile ma questa è una prima modalità per fondare la tua ansia e riportarla “con i piedi per terra”, ancorandola a dati di realtà specifici e contestualizzati che permettono di arginare il fenomeno della generalizzazione che comporta.

 

Come sfruttare l’Intelligenza emotiva per conoscere meglio l’ansia:

Il problema con l’ansia è che più si cerca di evitare di pensare o di affrontare cosa la sta causando, più le emozioni spiacevoli aumenteranno, facendo accrescere il nostro senso di ansia impedendoci di affrontare le situazioni in modo efficace. 

L’intelligenza emotiva ci consente di unire la nostra parte razionale con la nostra parte emotiva, per prendere decisioni e definire strategie di risposta più “giuste” per noi e più sostenibili, senza cadere nella trappola della reattività o viceversa dell’immobilità. L’intelligenza emotiva può essere descritta come la capacità di:

  • riconoscere e dare un nome alle nostre emozioni e quelle altrui 
  • cogliere le informazioni che ci stanno fornendo
  • fare una valutazione dei pro e dei contro delle nostre scelte, sia da un punto di vista razionale che da un punto di vista emotivo
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Da nemica ad alleata: l’ansia come risorsa

Per trasformare l’ansia da nemica ostile a risorsa, può essere utile un lavoro in 6 fasi:

  1. Imparare a identificare come l’ ansia si manifesta;
  2. Individuare i fatti concreti che hanno “acceso la miccia”;
  3. Riconoscere le emozioni che la accompagnano e il messaggio che portano;
  4. Esercitare l'autoempatia, la capacità di essere indulgente con se stessi, comprendere che è normale avere ansia e che è un nostro “prodotto” che ci aiuta a sopravvivere
  5. Prendere decisioni intelligenti che siano sostenibili per noi
  6. Guidare gli altri in tempi di ansia 

Potrà sembrare banale, ma dare un nome a ciò che proviamo, è effettivamente il primo passo. Quando diamo un nome a un’emozione - dicendo "provo paura, timore, fatica…" – possiamo iniziare a gestirla. Possiamo imparare in che modo l'ansia media i nostri comportamenti e le nostre decisioni e così impareremo a gestirla.

 

Suggerimenti per gestire l’ansia con l’intelligenza emotiva: (H2)

  • Esercitarsi ogni giorno; l'esercizio rilascia quelle endorfine che ci aiutano nel ripristinare il nostro livello di benessere. 
  • Curare gli Hobby, qualunque siano, ci aiutano ad alleggerire la giornata. 
  • Apprendere qualcosa di nuovo ci aiuta a navigare le emozioni e creare un’immagine di possibilità nel nostro cervello. 
  • Sospendere il giudizio, verso se stessi e verso gli altri, praticando empatia, usando una semplice espressione “comprendo…”

Siamo programmati per essere ansiosi, fa parte del nostro DNA, quindi l’ansia non può essere propriamente un nemico, ma un alleato che ci può aiutare ad agire al meglio delle nostre possibilità e attivare strategie efficaci. Dobbiamo solo allenarci a riconoscerla e utilizzarla.

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